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Aumento Iva: quali saranno le conseguenze per i contribuenti



Il Decreto Legge del 24 aprile 2017 prevede l’aumento dell’IVA, Imposta sul Valore Aggiunto, in maniera graduale. Secondo quanto previsto dalla clausola di salvaguardia infatti, a partire dal 2018 i contribuenti vedranno aumentare in maniera graduale le aliquote medie dell’IVA con delle importanti conseguenze in vari settori ed in particolar modo nel settore immobiliare.

 

Aliquote IVA previste

Vediamo nel dettaglio quali sono le modifiche delle varie aliquote IVA previste per i prossimi anni.

La manovra del Governo prevede che nel 2018 l’aliquota del 10%, quella cioè della fascia dei prodotti intermedi, passerà al 11,5%.

Per quello che riguarda l’aliquota ordinaria, cioè quella utilizzata per la maggior parte dei beni, che attualmente è al 22% si prevede un aumento di ben tre punti percentuali. Nel 2018 l’aliquota IVA ordinaria sarà quindi del 25%. Nel 2019 aumenterà ulteriormente passando al 25,4% mentre per l’anno successivo, per il 2020, è previsto un leggero calo al 24,9% per poi arrivare all’aliquota definitiva del 25% nel 2021.

 

Conseguenze per il Mercato Immobiliare

Con l’aumentare dell’IVA non si avranno importanti cambiamenti per quello che riguarda il mutuo in quanto questo genere di finanziamento non è soggetto al pagamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto.



L’aumento dell’IVA potrebbe però incidere sul prezzo degli immobili, sulle spese di ristrutturazione, sugli acquisti dei mobili e dei materiali nonché per le fatture delle figure professionali che seguono da vicino questo mercato. Chi deve acquistare o ristrutturare casa vedrà quindi un sostanzioso aumento delle parcelle di notai, degli architetti e delle agenzie immobiliari.

 

Cessione di Fabbricati

Anche per le cessioni di fabbricati ci saranno dei cambiamenti. In molti casi non si pagherà l’IVA, per esempio nei casi di cessione di quei fabbricati che vengono utilizzati ad uso abitativo da parte delle imprese, ma ci sono altri casi dove chi acquista dovrà sostenere le spese relative alle imposte di registro, le spese relative alle ipoteche e quelle del catasto oltre a tutti gli atti di costituzioni delle abitazioni nel caso in cui l’acquirente non sia titolare dei diritti idonei per poter richiedere le agevolazioni sulla prima casa.

 

Immobili per uso Ufficio

Cosa cambia per quegli immobili che vengono utilizzati come ufficio o sono destinati alla gestione di un negozio? Per gli immobili destinati a negozio o ad ufficio vi sarà un maggiore pagamento dell’IVA. Ipotizzando quindi l’aliquota IVA al 11,5% si andrà a versare una tassa il cui importo sarà superiore a quella che si paga attualmente.

Giusto per fare un esempio, con l’attuale aliquota al 10% per un immobile ad uso ufficio di 200.000€ si pagano oggi 20.000€. Nel 2018, con l’aumentare dell’aliquota a 11,5% per lo stesso immobile si dovranno pagare 23.000€, ossia 3.000€ in più rispetto ad oggi.