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Pensioni: quattordicesima a 125 mila persone in previsione più alta

PENSIONI QUATTORDICESIMA


Boeri, il presidente dell’Inps, annuncia la nuova riforma pensionistica, spiegando a chi e in quale forma verrà distribuita fra i pensionati.

I pensionati destinati a ricevere la quattordicesima avranno un aumento maggiore rispetto alle previsioni fatte in precedenza, l’incremento interesserà maggiormente gli impiegati degli enti pubblici, considerati i grandi benefattori di questa manovra.

Le 8.000 persone inserite attualmente nella fascia pensionistica saliranno, grazie alle nuove norme inserite nell’ultima legge di Bilancio, a 125.000, con un incremento del 1.500%.

Il presidente dell’Inps Boeri ha rilasciato tali dichiarazioni presso la sede di Radio Anch’io, non molte ore fa, assicurando a 125 mila ex dipendenti pubblici la quattordicesima all’interno della pensione.

3,4 milioni pensionati sono i dati che emergono attualmente, la finanziaria sembra aver alzato i dati pensionistici dei beneficiari di diritto, introducendo 1,2 milioni di nuovi pensionati.

Secondo le precisazioni di Boero la quattordicesima spetterà a chi possiede una o più pensioni Inps, o delle gestioni autonome, separata e del fondo clero. Avranno diritto ad ottenerla i pensionati di 64 anni d’età compiuti, i titolari di pensioni di invalidità (tranne quella civile) e le reversibilità.

Chi saranno dunque esclusi dalla finanziaria? I pensionati Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti. Fino all’anno 2016 gli assegni pensionistici e la relativa quattordicesima spettava ai pensionati con un reddito complessivo fino a una volta e mezzo il trattamento minimo.

Più precisamente spettava a chi aveva dichiarato un reddito fino a 9.786,86 euro nell’anno 2016. Con la nuova riforma invece la quattordicesima sarà destinata ai redditi a 1,5 volte il minimo e fino 2 volte, vale a dire quindi 13.049,14 euro dichiarati.



Nello specifico quanto valore detiene la quattordicesima destinata alle pensioni? Le fonti rivelate dall’Inps prevedono una cifra fra le 437 euro e le 655 per i redditi più bassi. Tra le 336 e i 504 euro per i redditi fino a due volte il minimo.

Grazie alla presente manovra un milione e duecentomila pensionati incasseranno per la prima volta, quest’anno, la quattordicesima promessa dalla finanziaria di bilancio.

Stando ai dati precedenti invece, riportati dal Sole 24 ore, il bonus extra dal peso variabile a seconda degli anni di versamenti, interessava solamente 2,1 milioni di pensionati. L’appannaggio interessava i redditi inferiori a 1,5 volte il minimo, come previsto dalla legge del 2007.

Il reddito viene dunque rinforzato del 30% circa. Il costo annuo di tale misura, circa 800 milioni di euro annui, ha già riscontrato varie critiche, in primo luogo dallo stesso presidente dell’Inps Boeri.

Secondo Tito Boeri la manovra rischia di beneficiare le 7 persone su 10 che non soffrono attualmente della crisi pensionistica. Sulle pensioni si muovono ancora in ritardo i decreti attuativi riguardanti APE socialee Quota 41, come le altre misure di uscita agevolata dal lavoro.

Per codeste manca ancora il passaggio della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e non sembra andare meglio per l’APE volontaria, come come la rendita integrativa temporanea anticipata “RITA” dei fondi pensionistici.

Nel precedente 2016 le pensioni liquidate hanno subito una diminuzione del 4,1%, a rilevarlo è l’Inps nell’Osservatorio Statistico. Il numero delle pensioni della Gestione Dipendenti Pubblici e’ risultata pari a 2.843.256, in aumento rispetto all’anno precedente.

La ripartizione per la Cassa delle pensioni (vigente al 1 gennaio 2017) ha evidenziato un 59,2% dei trattamenti erogati dalla C.T.P.S (Cassa Pensioni dipendenti dello Stato) e C.P.D.E.L (Cassa Pensioni Enti locali) con un 37,6%, mentre le altre Casse interessano un 3% totale.